Che strana la vita

Questo blog è uno spazio solo mio. Nessuno al momento sa della sua esistenza, nemmeno la AleDottora, il che è tutto dire.

Voglio sentirmi libera di scrivere qualsiasi cosa mi passi per la testa, anche la più assurda, e in un futuro voglio avere la possibilità di tornare a rileggere vecchi post per sorriderci su, vedere che persona ero e che persona sono diventata.

E arriviamo alle cose assurde da scrivere 🙂

M.

E’ possibile ‘riconoscersi’ senza mai essersi realmente conosciuti prima? Mi sono trovata a passare una serata e una nottata da sola insieme ad un uomo che si, mi incuriosiva, che si, sembrava affascinante, ma lo conoscevo solo tramite fb. Che razza di conoscenza è? Nessuna. Per tutta una serie di coincidenze eravamo io e lui da soli, sabato scorso (20/09, ad imperitura memoria per la mia mania di fissare date per ogni cosa), e la serata poteva essere un disastro: ci eravamo visti di persona solo una volta un anno e mezzo prima e stop. Potevano esserci silenzi imbarazzati (ok, con me è poco probabile, quindi vado con la seconda opzione) oppure, peggio ancora, io potevo dare il peggio di me – come solo io so fare – per evitare i silenzi imbarazzati.

Invece.

Io sono stata io. La vera io. Non la melodrammatica, non l’esageratamente euforica, non il clown che fa ridere tutti. Ok, riesco a far ridere cmq, ma ero io. Ho un ricordo particolarissimo, quando ho raccontato e provato a spiegare cosa significa la musica per me. Che sembra un’idiozia, ma è una cosa che io non tiro mai fuori.

Si, tra me e M. è successo qualcosa. Sono ripartita da Venezia il giorno dopo tranquilla, veramente serena. Ero stata davvero bene. E pensavo (oggi lo penso, ieri però no) che fosse finita lì.
E invece ci cerchiamo. Mi pare di capire che forse, forse, anche lui abbia percepito questo ‘riconoscersi’. Ma forse questa è solo la mia speranza, forse quello che cerca è sesso ‘facile’, seguendo cmq i suoi standard, cioè quello di una donna che lo intrighi cerebralmente, e quello sicuramente c’è.

Io però ho percepito di più.

E lui mi cerca. Mi cerca tanto. Ma non capisco in che modo. Mannaggia al mio desiderio di voler sempre sapere e capire. Lancia idee tipo ‘prossima volta che…’, oppure ‘quand’è che ci inviti sul lago?’. Che sono oggettivamente cose esplicite.

Avrei voglia di rifare un’altra serata così con lui, ma non posso spingerla, lo so. La farò, ma non la spingerò.

Che post assolutamente contorto, incomprensibile, ma oggi non mi capisco più.

Dimenticavo: ha 11 anni meno di me. Con tutto quello che comporta. Ma per la prima volta la differenza di età non mi fermerebbe.

Voglia di scappare? Nessuna. Non è da me.

Paura della distanza? Nessuna. Non è da me.

Non è come la cotta per Nuno, nemmeno lontanamente. E’ assurdamente un qualcosa di più che stranamente mi lascia non tranquilla, ma meno esagitata di come sarei normalmente se fossi in preda ad una cotta.

Niente da fare: per me è stato un riconoscersi. Anime che si reincontrano e che in un’altra vita sono state molto legate.

Niente male per chi crede nella scienza.

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