E venerdì a Bologna

Ok, comincio ad avere problemi coi soldi. Credo di aver esaurito il plafond di questo mese della carta accidenti, ma tant’è. In qualche maniera faccio.

Venerdì sera, Peter Gabriel a Bologna.

C’era anche M. Sempre più strano. Mai visto così allegro, non pareva nemmeno lui. Però, però…. c’è stato un momento, uno solo, un singolo istante in cui ho sentito che.. beh, ci piacciamo. Bello, semplicemente bello ecco.

Su altri fronti invece discussioni con la AleDottora. Lei si sente messa da parte, io mi sento messa da parte. Non ne veniamo fuori. Anche perchè se inizia a tirar fuori discussioni sui soldi allora no, allora lì mi arrabbio. Quindi devo far la brava e tener fuori il discorso economico da questa discussione. Vediamo come ne esco, non lo so. Sinceramente sono un po’ delusa. Delusa perchè ok, è vero che un’amica non è lì per dirti quello che vuoi sentirti dire. Ma è anche vero che un’amica, se sa che stai male, un salto lo viene a fare per venire a trovarti.

Ma ora il problema più impellente è: accidenti, sabato prossimo M. in teoria dorme da me, e io rischio di avere il ciclo. Ecchediamine no eh?

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Sabato a Bergamo

Diluvio universale, vento impetuoso, tempo da lupi, ma che giornata densa di emozioni!

Ho rivisto la Vale, sono stata a farmi leggere i tarocchi dalla Giulia ma, soprattutto, ho rivisto Lele.

Lele del Camelot, che non vedevo almeno dal 2005, ma una di quelle persone che ti porti dentro al cuore perchè è una delle persone belle, ma proprio belle, di quelle che ti allargano il cuore. E quanto bene fa. Non ci vedevamo da tutti questi anni ed è come se ci fossimo visti fino al giorno prima. Impressionante. E meraviglioso.

E’ bello sentire che quelli che io da sempre definisco gli anni più belli della mia vita, sono stati gli anni più belli della vita anche di altre persone. Perchè significa che non sono film mentali che ti sei fatta tu, ma che in quegli anni c’era un’atmosfera veramente particolare. E se ripenso a quegli anni, che sono stati totalmente folli, assurdi, strani e, soprattutto, sregolati, pare impossibile che da lì, da un locale in cui ci si incontrava sempre per caso, in cui non si era mai sobri, siano nate amicizie che durano da allora. Non penso solo alla Evy, alla Simo e alla Genny, ma soprattutto a persone come Lele, o la Connie, o Mario. Con cui si interagisce su fb, ma con cui ogni tanto ci si vede. Ed è come se il tempo non fosse mai passato. Lele era ‘bellissimo’ allora, lo è ancora adesso, dove per bellissimo intendo proprio una bellissima persona. Che bel sabato ecco!

La Vale è sempre lei: lei mi piace tantissimo. Anche qui, un’amicizia nata assolutamente per caso, amica di amici, ci siamo conosciute sotto al palco dei Bon Jovi. E ancora qui a organizzarci per vederci, fare 4 chiacchiere, organizzare prossimi incontri. I casi della vita si dice, no? Beh, ben vengano questi casi. Allargano davvero il cuore.

Sono stata poi da Giulia. Ne sono uscita contenta. Ha parlato bene di M., ha detto che non ha altre donne in testa, ci sono solo io, che gli piaccio e che con me sta bene. Che per ora non vuole impegnarsi, ma non per me, ma per progetti suoi che vuole portare avanti. Che gli piaccio perchè non sono gelosa, perchè non lo presso. Vede anche che faremo una mini vacanzina via insieme, e vede che cmq questa storia prenderà certi binari, tipo storia seria. Anche se non sarà definitissima. Ma sono molto contenta di quello che mi ha detto. E, soprattutto, a lei credo proprio. Mi è rimasta impressa la volta che mi ha detto che avevo problemi in pancia. E quando un mese dopo ho fatto la visita col chirurgo è venuto fuori quello che già sospettavo. Cmq mi ha detto che vede bene me e M., che ci cerchiamo e ci piacciamo. Ed in effetti è così.

E sul lavoro, ha detto che è solo un momento, che passerà.

E quindi avanti così, come sempre!

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Forse sono una pappamolle

Ma così non va.

Non va che più capo S. mi prende di mira, peggio io lavori. E peggio lavoro, più capo S. mi prende di mira. Come si esce da questo circolo vizioso?

Stasera sono uscita dall’ufficio alle 21, per aiutare F. a finire le cose per i giornalisti domani. Domani ho deciso di non andare al lavoro. Perchè delle 4 persone in ufficio sono l’unica che non si è presa un premio per questo mese folle. Folle perchè Elena è a casa in gravidanza, non si è preso nessuno per sostituirla e si corre, oh se si corre! E’ vero, io ho un compenso a forfait. Ma con le ore in più fatte questo mese, io arriverei a quasi 2000€. Ne prendo 1650. Vero che li prendo anche nei mesi in cui non faccio quelle ore. Ma da settembre dell’anno scorso le ho fatte. Tutti i mesi tranne agosto. E’ pesante, sono stanca, sempre batoste. E ho passato la serata ad inviare cv. Voglio andarmene via, devo andarmene via da lì.

E oggi, oggi è il primo giorno dal 20 di settembre, in cui io e M. non ci siamo scritti. E’ mezzanotte ora, quindi la giornata è andata, e non ci si sente.

E ho voglia di piangere e non ci riesco.

Mi butto a letto.

Sono veramente a pezzi.

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E invece oggi…

… oggi è un altro giorno.

Complice sicuramente il fatto che capo S. era tutto il giorno a Roma, complice il fatto che ho ripreso le benzodiazepine, complice – ebbene si – il fatto che con M. ci siamo messaggiati tutta la mattina fin dopo pranzo, oggi è decisamente un altro giorno. E va bene così.

Sono stanca, ma stasera vengono qui la Ila e Jacopo per un aperitivo, sottraendomi a questo eremo in cui mi son dovuta rifugiare a causa della macchina che non è più affidabile. E quindi va bene così.

Domani è venerdì, capo S. mi urlerà dietro, poi c’è sabato, con l’inaugurazione, poi domenica in cui vediamo se riesco a stare a casa. Ma le cose da fare sono tante.

Mi piacerebbe rivedermi con M., ma non ho voglia di proporglielo io. Mi sa che sarà al 21 novembre. E poi forse, forse, al 29 novembre. Che sicuramente avrò lavori in corso.

Ma oggi va bene così.

Anche i miei status su fb ne risentono.

Avanti così!

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Reduce da un altro weekend a Venezia

Strano, stranissimo e, ebbene si, inaspettato.

Diciamoci le cose come stanno: di C. non ho sentito nessuna mancanza. Un bene? Da un lato si. Dall’altro no. Quindi devo dire che è ufficiale che io son bella contorta.

Non è un bene che non mi sia mancato C. perchè significa che M. sta aprendo qualche strana breccia.

Abbiamo di nuovo girato Venezia, meno però dell’altra volta. Siamo andati a sentire un duo di suoi amici (bravissimi!) e siamo rimasti tanto lì, in un locale non particolarmente ‘caldo’. Poi ci siamo spostati in un bar, dove abbiamo trovato un’altra coppia di suoi amici. E io ho bevuto tanto. Troppo. Troppo per dare l’idea di una che beve perchè le piace bere bene. Sembravo più ‘per favore, datemi da bere perchè non so che ci faccio qui’. Non era per quel motivo, assolutamente no. Ma tant’è.

Poi c’è stato il poi. Che è stato assolutamente fantastico. Veramente unico. 2 ore pazzesche, in cui almeno io sicuramente ero me stessa al 100%. Niente pensieri, solo un lasciarsi andare che non ricordavo da secoli. Una meraviglia.

Ma M. taglia le gambe. Una frase in particolare mi è rimasta impressa. Quando ci siamo incontrati alle 19.30 era tutto sorridente. Scherzando l’ho preso in giro, dal momento che non ride mai, e mi ha detto che si era imposto per quella sera di sorridere di più e, sempre scherzando gli ho detto che mi sentivo onorata. Improvvisamente è diventato serio, mi ha guardato e mi ha detto papale papale: ‘Non sei così importante’.

E’ da sabato che queste parole mi rieccheggiano in testa.

So che non sono importante per lui, ne sono più che consapevole. Ma davvero c’è bisogno di dirlo così? Ok, vero, sono una donna, come tale si sa che sono io quella che potrebbe partire di più per la tangente. Mi sta bene la sincerità, ma davvero così pesante? Non riesco a capire. E’ come se volesse portare la mia autostima a livelli inesistenti, pari ai suoi. E ci sta riuscendo. Se consideriamo che anche al lavoro mi stanno massacrando, e ci si mette anche mia mamma… non mi sento più io. E M. non aiuta.

E quindi che succede? Succede che son donna. E che non voglio lasciar andare M. So che potremmo essere qualcosa, ma so anche che lui non vuole. Ho davvero seri dubbi se gli piaccio o no (gliel’ho pure chiesto! risposta: ‘tu che ne dici?’). E dovrei lasciar stare. E sto pure percependo che mi sta cercando di meno. Non so, sensazioni. Vero anche che sto scrivendo meno status su fb, sono meno ironica, molto più incazzosa, quindi lui commenta meno. Però oggi ho sentito una fitta di boh, invidia, quando ha commentato lo status della Ele.

Domani io non gli scrivo

Merda, quando arrivo a prendere queste decisioni non è mai un buon segno.

Per fortuna settimana prossima mi arriva la macchina, così esco un po’ di più, e magari mi passo via. Urge andare dalla Vale a Bergamo, che è meglio!

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Mah

Quante perplessità su M.

Mi piace, ma non sono sicura che mi piaccia. Un tempo forse sarei partita in quarta, con un velato – ma nemmeno più di tanto – ‘io ti salverò’ (che qui potrebbe essere più un ‘io ti svelerò’).

M. ha potenzialità enormi. Solo che è lui il primo a non sapere di averle. E io non ho più la voglia, la pazienza, la forza per star lì ad aiutare qualcuno a trovare le sue potenzialità. Non è giusto che qualcuno mi tratti con, boh, sufficienza? superiorità? Anche se fosse solo un modo per erigere un muro, per difendersi (ma poi…. davvero capitano queste cose? Secondo me sono solo ipotesi che noi donne ci facciamo per giustificare la cosa) non è giusto. Non è giusto per me! Non sono intelligente quanto lui, ne sono cosciente, ma non per questo sono stupida. Ma anche se lo fossi, non per questo mi merito di essere trattata come tale.

Il weekend appena passato è stato… straniante. Siamo stati a letto assieme ma ad un certo punto mi sembrava come se lui fosse lì solo per se stesso. Non perchè sia stato ‘egoista’, tutt’altro! Ma perchè tutto sembrava fatto come per far vedere ‘vedi come sono bravo anche qui?’.

E il dopo… aiuto 😦 Ho sentito fortissima la mancanza di C. Maledetto C. C. mi faceva sentire bellissima, mi faceva sentire amata, insieme eravamo un tutt’uno. Con M. no. Se sabato M. non fosse rimasto a dormire con me, io avrei immediatamente scritto a C. Che non sento e non vedo dal 2010, a cui penso spessissimo ma a cui non mi viene mai voglia di scrivere. Sabato notte invece si. Fortunatamente non l’ho fatto, ma questo mi dà molto da pensare.

Eppure C. non mi ha mai amata. Forse allora non è più sincero un M.? Non è forse meglio così? Non lo so, davvero, non lo so.

In ogni caso, il prossimo weekend rivedo M., vediamo come andrà, ma non sono molto fiduciosa.

Dio se mi manca C.

Ieri ho passato due ore al telefono con la Simo: lei sostiene che C. non ce l’abbia mai fatta a star con me perchè io e lui insieme eravamo ‘troppo’, mentre con le altre con cui ha avuto storie più lunghe erano più ‘facili’, lei dice di essere sicura che C. non solo mi abbia amata, ma che realmente mi amerà sempre.

Non lo so, l’unica cosa che so è che mi merito di essere amata, così come sono. Niente se e niente ma.

Temo che il prossimo post sarà tutto sulla mia never ending story con C.

Un’altra sera, che stasera voglio dormire.

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Ci piangiamo un po’ addosso? Ma si dai…

Una splendida persona, che non ho mai avuto la fortuna di conoscere di persona, ma di cui ho letto il blog e anche il suo libro, una splendida persona che ha vissuto sulla sua pelle problemi ben più grossi e gravi dei miei, definiva il suo blog come una blogterapia.

Prendo in prestito questo termine e provo anch’io ad usare questo blog come terapia, almeno stasera. Perchè sono stanca.

Sono stanca del lavoro: mi piace, mi è sempre piaciuto, ho sempre messo l’anima in questo lavoro, ho amato l’azienda per cui lavoro. Sono una di quelle che è resistita di più accanto a Capo S1, perchè Capo S1 è uno che taglia le gambe sempre, sempre sempre. Perchè Capo S1 non parla con Capo S2, e uno fa le cose di nascosto dall’altro, e viceversa. E ti chiedono di non dirlo all’altro. Ma poi le cose vengono fuori. E se tu esegui gli ordini di Capo S2, e fai una cosa senza dirla a Capo S1, Capo S1 ti dice ‘fammene un’altra di queste e ti cambio lavoro’. E tu che lo cerchi capo s1, ma non ti risponde al telefono, gli mandi sms, ma non ti risponde, e poi ti senti dire così. Basta, sono stanca. Sono stanca perchè è da agosto 2013 che io sto lavorando per 2 persone. E’ più di un anno che io sono reperibile 7 giorni su 7, a qualsiasi ora. Sono stanca perchè adesso pare si debba presidiare l’ufficio fino alle 19. Quando poi magari a casa vai avanti fino alle 23 a lavorare. Sono stanca, punto. Se trovassi un altro lavoro mollerei tutto al volo.

Sono stanca del pessimismo da cui sono circondata. Stanca di dover essere sempre io quella che deve tirar fuori grinta, entusiasmo, ottimismo per gli altri. Non ne ho più, davvero. E’ dal 2007 che faccio la gru per mio papà, per mia mamma, per chiunque sia giù. Non ce n’è più. Oggi, ad esempio, da come mi ha parlato mia mamma, sembrava che mio zio fosse più di là che di qua. Poi aspetti un attimo e scopri che no, non è nulla di grave. Ma perchè, cristo santo, perchè devono sempre prima pensare al peggio, spargerlo in giro e poi ‘ah no, non è proprio così’.

Sono stanca dei dolori con cui convivo (si, l’endometriosi, sempre lei, anche se stavolta forse è diverso). Stanca che nessuno possa immaginare come sto. Che ho di nuovo una pancia immensa (di certo lo stress al lavoro non aiuta), un intestino che fa le bizze e che mi fa male. Tanto male. Ma al lavoro ci si va lo stesso, perchè così si fa. Ma se io oggi ho preso la decisione di riaffrontare una colonscopia, significa che qualcosa che non va c’è. E, vogliamo proprio dircela tutta? Ok, è cosa idiota, ma non credo sia l’endo. Perchè l’unica cosa che è rimasta ferma e immutata dal 2004 ad oggi è la placca sull’intestino. Non mi faceva male prima, non mi può, a maggior ragione, far male adesso. E quindi è qualcos’altro. Quando ho deciso di fare il controllo dal chirurgo, l’ho deciso perchè sentivo che l’endo era tornata. Anche se non avevo dolori. E ora sento di dover fare la colon (terza? quarta? ho perso il conto). Dovevo farla due anni fa, avrei il controllo ogni 5 anni per famigliarità per tumore. Ecco quello che penso stasera. Scritto così, nero su bianco.

Chissà come sarà rileggere tra un po’ queste cose. Spero che ci sorriderò sopra.

Ma cmq, domani è un altro giorno.
Vedremo come va.

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Che strana la vita

Questo blog è uno spazio solo mio. Nessuno al momento sa della sua esistenza, nemmeno la AleDottora, il che è tutto dire.

Voglio sentirmi libera di scrivere qualsiasi cosa mi passi per la testa, anche la più assurda, e in un futuro voglio avere la possibilità di tornare a rileggere vecchi post per sorriderci su, vedere che persona ero e che persona sono diventata.

E arriviamo alle cose assurde da scrivere 🙂

M.

E’ possibile ‘riconoscersi’ senza mai essersi realmente conosciuti prima? Mi sono trovata a passare una serata e una nottata da sola insieme ad un uomo che si, mi incuriosiva, che si, sembrava affascinante, ma lo conoscevo solo tramite fb. Che razza di conoscenza è? Nessuna. Per tutta una serie di coincidenze eravamo io e lui da soli, sabato scorso (20/09, ad imperitura memoria per la mia mania di fissare date per ogni cosa), e la serata poteva essere un disastro: ci eravamo visti di persona solo una volta un anno e mezzo prima e stop. Potevano esserci silenzi imbarazzati (ok, con me è poco probabile, quindi vado con la seconda opzione) oppure, peggio ancora, io potevo dare il peggio di me – come solo io so fare – per evitare i silenzi imbarazzati.

Invece.

Io sono stata io. La vera io. Non la melodrammatica, non l’esageratamente euforica, non il clown che fa ridere tutti. Ok, riesco a far ridere cmq, ma ero io. Ho un ricordo particolarissimo, quando ho raccontato e provato a spiegare cosa significa la musica per me. Che sembra un’idiozia, ma è una cosa che io non tiro mai fuori.

Si, tra me e M. è successo qualcosa. Sono ripartita da Venezia il giorno dopo tranquilla, veramente serena. Ero stata davvero bene. E pensavo (oggi lo penso, ieri però no) che fosse finita lì.
E invece ci cerchiamo. Mi pare di capire che forse, forse, anche lui abbia percepito questo ‘riconoscersi’. Ma forse questa è solo la mia speranza, forse quello che cerca è sesso ‘facile’, seguendo cmq i suoi standard, cioè quello di una donna che lo intrighi cerebralmente, e quello sicuramente c’è.

Io però ho percepito di più.

E lui mi cerca. Mi cerca tanto. Ma non capisco in che modo. Mannaggia al mio desiderio di voler sempre sapere e capire. Lancia idee tipo ‘prossima volta che…’, oppure ‘quand’è che ci inviti sul lago?’. Che sono oggettivamente cose esplicite.

Avrei voglia di rifare un’altra serata così con lui, ma non posso spingerla, lo so. La farò, ma non la spingerò.

Che post assolutamente contorto, incomprensibile, ma oggi non mi capisco più.

Dimenticavo: ha 11 anni meno di me. Con tutto quello che comporta. Ma per la prima volta la differenza di età non mi fermerebbe.

Voglia di scappare? Nessuna. Non è da me.

Paura della distanza? Nessuna. Non è da me.

Non è come la cotta per Nuno, nemmeno lontanamente. E’ assurdamente un qualcosa di più che stranamente mi lascia non tranquilla, ma meno esagitata di come sarei normalmente se fossi in preda ad una cotta.

Niente da fare: per me è stato un riconoscersi. Anime che si reincontrano e che in un’altra vita sono state molto legate.

Niente male per chi crede nella scienza.

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Piano piano si rinasce

A 17 giorni dall’interruzione della pillola, la mia pancia si è sgonfiata quasi della metà. E nel mentre mi son fatta pure una bella degustazione di formaggi (io, che sono intollerante al lattosio che ve lo raccomando!), ho bevuto vino e un paio di filetti all’amarone me li son trangugiati senza vergogna. E non ho ancora ripreso ad andare in palestra, per dire.
La mia panciona da quinto mese, che i miei doc dicevano essere così gonfia per colpa dell’intestino e di una fase acuta della sindrome da colon irritabile, quella panciona che io non riuscivo a riconoscere come mia e che in un’occasione mi ha fatto prendere la precedenza alla cassa per donne incinte così come suggeritomi da una solerte cassiera, si sta pian pianino sgonfiando senza che io stia facendo assolutamente nulla. E me la accarezzo con un sorriso perchè sto tornarndo a riconoscermi, ed è una sensazione veramente bella. E questa sensazione veramente bella ha fatto si che alla domanda del mio ginecologo ‘dai, visto che la pillola ha funzionato così bene con la ciste funzionale, fatti 6 mesi di Visanne che così fai scomparire anche quella endometriosica’ io abbia risposto con un poco convenzionale (ma decisamente istintivo) ‘col cazzo!’
Ho fatto 4 mesi (pochi, pochissimi lo so!) di inferno, vero letterale inferno, tra sbalzi d’umore, corpo irriconoscibile, astenia che ve la raccomando, 4 mesi che però hanno ottenuto l’esito sperato. E adesso mi riprendo un po’ di stabilità. Se dovrò prendere Visanne ok, la prenderò, sopporterò gli effetti collaterali. Ma visto che l’urgenza non c’è (lo dice il chirurgo), l’unica risposta doverosa al mio (bravissimo, assolutamente bravissimo) ginecologo era un francesismo coi fiocchi

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Endometriosi parte seconda

http://veronicaprampolini.it/

Ecco.

Da leggere.

Per provare a capire.

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